Nel mondo del rilievo 3D esistono diversi formati di file per la gestione delle nuvole di punti. La scelta del formato corretto è fondamentale non solo per garantire la compatibilità con i software utilizzati, ma anche per preservare tutte le informazioni raccolte sul campo, come colori, intensità, metadati e classificazioni.
I due standard aperti più diffusi sono il formato LAS, sviluppato dall’ASPRS e diventato lo standard di riferimento per i dati lidar, e il formato E57, definito dall’ASTM per gli scanner terrestri e i sistemi di acquisizione 3D. Entrambi hanno lo stesso obiettivo – archiviare e scambiare nuvole di punti – ma nascono con filosofie diverse: il LAS è pensato principalmente per i rilievi aerei e topografici, mentre l’E57 è più orientato alla scansione terrestre e alla gestione di progetti complessi con più stazioni.
Per orientarsi nella scelta, di seguito viene riportata una comparazione delle principali caratteristiche delle versioni LAS 1.2, 1.3, 1.4 e del formato E57.
LAS
Il formato LAS (standard ASPRS) è quello più usato per le nuvole di punti (lidar, fotogrammetria, scanner terrestri ecc.). Le versioni 1.2, 1.3, 1.4 sono tutte retrocompatibili, ma introducono funzionalità diverse:
🔹 LAS 1.2 (2008)
- È ancora oggi il più diffuso perché semplice e supportato da praticamente tutti i software.
- Supporta fino a 5 ritorni per impulso.
- Dimensioni file relativamente contenute.
- Limite principale: poche informazioni nei record degli attributi.
🔹 LAS 1.3 (2009)
- Introdotto per gestire dataset lidar aerei di grandi dimensioni.
- Supporta GPS Time più esteso (più preciso, utile per grandi dataset multipli).
- Introduce il concetto di Waveform Data Packets → registra la forma completa dell’impulso laser, non solo i punti.
- Più adatto se si lavora con lidar aerotrasportato e si vuole conservare l’informazione grezza.
🔹 LAS 1.4 (2011)
- La versione più recente e completa.
- Supporta fino a 15 ritorni per impulso.
- Introduce nuove classificazioni estese (es. vegetazione, cavi elettrici, auto, ecc.).
- Supporta attributi aggiuntivi: intensity a 16 bit, più precisione per coordinate, più spazio per i metadati.
- Permette record extra (EVLR) per aggiungere informazioni personalizzate.
- È lo standard consigliato per dataset moderni (soprattutto se si usano droni o lidar terrestri con tanti ritorni).
E57
Il formato E57 è uno dei formati più usati per scambiare nuvole di punti 3D tra software e strumenti diversi. È uno standard ASTM, pensato per dati provenienti da laser scanner, sistemi LiDAR, scanner 3D, fotogrammetria e altri sistemi di acquisizione 3D. È aperto, vendor-neutral e può contenere non solo i punti, ma anche immagini e metadati di acquisizione.
🔹Struttura tecnica
Un E57 non è un semplice file “lista di punti”. È più strutturato:
- Header
Contiene informazioni base sul file: firma, versione, lunghezza del file, posizione della sezione XML, dimensione pagina, ecc. - Sezioni binarie
Qui sono salvati i dati pesanti: milioni o miliardi di punti, immagini compresse, vettori compressi. Le sezioni binarie usano ordine little-endian e pagine con controllo CRC. - Sezione XML
Descrive la gerarchia del file: scansioni, immagini, trasformazioni, metadati e collegamenti ai dati binari. In pratica, l’XML dice “cosa c’è nel file” e il binario contiene “i dati pesanti”.
🔹Perché è molto usato
Il vantaggio principale dell’E57 è l’interoperabilità. È pensato per passare dati tra software e strumenti diversi: FARO, Leica, Trimble, Z+F, Riegl, Autodesk ReCap, CloudCompare, Cyclone, software BIM/CAD e così via.
Rispetto a formati più semplici come XYZ, TXT o PTS, l’E57 conserva molte più informazioni: colore, intensità, immagini, posizione delle scansioni e struttura del rilievo. Rispetto a formati proprietari come RCP/RCS, LGS, FLS, ZFS, è più adatto allo scambio tra ambienti diversi.
🔹E57 strutturato e non strutturato
Un aspetto importante: un E57 può essere esportato in modo diverso a seconda del software.
Un E57 strutturato mantiene le singole stazioni di scansione, le griglie di acquisizione, le immagini panoramiche e spesso le pose dello scanner. È utile quando vuoi conservare il rilievo come è stato acquisito.
Un E57 non strutturato è più simile a una nuvola unica unificata: contiene i punti, magari colore e intensità, ma può perdere informazioni sulle singole scansioni, sulle immagini e sulle posizioni scanner.
Per lavori con laser scanner statico, conviene spesso esportare un E57 strutturato. Per consegne leggere o per import in CAD/BIM, spesso si usa un E57 unificato/non strutturato.
Confronto con altri formati
| Formato | Uso tipico | Punti di forza |
|---|---|---|
| E57 | Laser scanner terrestre, SLAM, rilievi indoor/outdoor, BIM | Conserva scansioni, immagini, colore, intensità, metadati |
| LAS/LAZ | LiDAR aereo, drone, mobile mapping, cartografia | Molto usato in ambito GIS/topografico; LAZ è compresso |
| PTS/PTX | Vecchi flussi laser scanner | Semplici, ma meno ricchi |
| RCP/RCS | Autodesk ReCap/Revit/AutoCAD | Comodo in ambiente Autodesk, ma proprietario |
| PLY/OBJ | Mesh/modelli 3D | Più orientati alla geometria/mesh che al rilievo laser |

